Meditare senza religione

Meditazione: parola che evoca subito templi, mantra e qualche guru con voce da ASMR. Eppure, togli tutto il folklore e resta qualcosa di sorprendentemente semplice: sedersi, osservare e smettere di credere a ogni pensiero che ci passa in testa.

E no, non serve appartenere a una religione. Né credere in qualcosa di metafisico, trascendente o esoterico. Serve solo una cosa: la curiosità di guardarsi dentro, come se ci si osservasse in uno specchio che non distorce (troppo).

La consapevolezza è questo: vedere ciò che accade, dentro e fuori, senza fare la telecronaca emotiva di ogni istante. Niente “giusto” o “sbagliato”. Solo: “Ah, interessante.”

E qui arriva il bello: osservando semplicemente, senza cercare di correggere o correggersi, emergono intuizioni che suonano stranamente profonde. Tipo: rispondere all’odio con altro odio peggiora tutto. Una scoperta banale? Forse. Ma quando la vedi davvero, nel tuo stesso modo di reagire, non serve che te lo dica un profeta. Ti basta respirare.

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