Diventa amico del panico, poi lui farà ghosting

Il panico non si vince lottando. Più cerchiamo di mandarlo via, più lo alimentiamo. Resistere non lo indebolisce: lo rafforza.

Invece, accogliere può cambiare tutto. Osservare i sintomi — cuore che accelera, respiro corto, nodo allo stomaco — e lasciarli esistere, senza interferire. Non aggiungere pensieri, non cercare significati: solo presenza.

Quando diventa troppo intenso, si può tornare a un’ancora semplice e sicura: il respiro. Sentire l’aria che entra ed esce dal corpo, stabilizzare l’attenzione. Poi, da lì, tornare a osservare.

Non è una tecnica per far sparire il panico, ma un modo per non esserne più schiavi.

E succede qualcosa. Quando smetti di combatterlo e lo lasci semplicemente essere, il panico si trasforma. Si ammorbidisce. E poi, quando meno te lo aspetti, se ne va da solo. Come un amico ingrato: appena lo accetti così com’è, lui ti saluta e scompare.

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