“Io ho fondato la mia causa su nulla.” — Max Stirner, L’Unico e la sua proprietà
“Tutti i dharma sono privi di sé.” — Nāgārjuna, Mūlamadhyamakakārikā
1. Due demolitori dell’identità
Max Stirner e Nāgārjuna, separati da secoli e da mondi, condividono un gesto filosofico simile: distruggere le finzioni che imprigionano l’individuo. Stirner lo fa contro le “idee fisse” — Stato, religione, umanità, morale — che alienano l’Unico. Nāgārjuna lo fa contro ogni concetto sostanziale, incluso l’“io”, che considera vuoto di esistenza intrinseca (śūnyatā).
Entrambi rifiutano ogni fondamento assoluto. Ma mentre Stirner afferma l’Unico come centro irriducibile, Nāgārjuna dissolve ogni centro nella rete delle relazioni condizionate.
2. L’io come costruzione
Per Stirner, l’“io” non è un’essenza metafisica, ma una forza vivente, concreta, irripetibile. L’Unico non è definibile: è ciò che si appropria del mondo, che non si lascia catturare da alcuna categoria. L’io è proprietà di sé stesso, non di Dio, della società o della ragione.
Nāgārjuna, invece, smonta l’idea stessa di un io autonomo. Nella sua Via di Mezzo, mostra che ogni cosa — incluso il sé — esiste solo in dipendenza da cause e condizioni (pratītyasamutpāda). L’“io” è un’illusione funzionale, come una fiamma che appare ma non ha sostanza.
3. Libertà o vacuità?
Stirner cerca la libertà dell’Unico, che si emancipa da ogni dovere e si afferma come creatore di senso. Nāgārjuna cerca la liberazione dal sé, che si ottiene comprendendo la vacuità di tutte le cose e abbandonando l’attaccamento.
- Stirner: “Io sono il nulla da cui io stesso creo tutto.”
- Nāgārjuna: “Non c’è nulla che esista per sé. Tutto è vuoto.”
In entrambi, non c’è un sé da difendere. Ma Stirner lo celebra come potenza irriducibile; Nāgārjuna lo dissolve come illusione da trascendere.
4. Convergenze inattese
Eppure, in questa divergenza, c’è un punto di contatto: entrambi smascherano le costruzioni dell’identità. Entrambi rifiutano ogni autorità esterna che imponga un “dover essere”. Entrambi invitano a guardare con lucidità ciò che si crede reale — e a scoprire che non lo è.
Stirner libera l’individuo da ogni maschera. Nāgārjuna libera l’individuo dall’idea stessa di individuo.
Conclusione – Io, vuoto, libertà
Stirner e Nāgārjuna non si incontrano, ma si sfiorano. Uno afferma l’Unico, l’altro lo svuota. Ma entrambi ci chiedono: chi sei, davvero, quando smetti di crederti ciò che ti hanno detto di essere?
Forse, in quel vuoto, c’è una libertà più profonda di ogni affermazione.


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