🌊 Oltre l’Ego – Parte II

Psicologia e Filosofia dell’Io: Costruzione, disintegrazione, risveglio

🧠 Sezione II – L’Io nella psicologia moderna

Sigmund Freud – L’ego come mediatore

Freud concepisce l’ego come una funzione necessaria alla sopravvivenza psichica: una mediazione tra gli impulsi inconsci (Es), le norme sociali interiorizzate (Super-Io) e la realtà esterna.

“L’io non è padrone nella propria casa.”Introduzione alla psicoanalisi, 1917

L’ego freudiano, pur centrale, è limitato e difensivo. Sofferenze nevrotiche derivano spesso dal suo tentativo di gestire i conflitti interni.

Carl Jung – L’Io e il Sé

Per Jung, l’io è solo il centro della coscienza, non della psiche. Il vero processo di crescita (individuazione) consiste nell’integrare le parti inconsce e raggiungere il : totalità interiore e simbolo del divino.

“Il Sé è il centro regolatore della psiche, il punto in cui confluiscono conscio e inconscio.”Tipi psicologici, 1921

Jung recupera così una visione più spirituale e simbolica dell’io, vedendolo come porta e non come identità finale.

Carl Rogers – L’autenticità del Sé

Lo psicologo umanista Carl Rogers sposta l’attenzione dall’ego come struttura, verso l’esperienza soggettiva. L’essere umano cresce in modo sano quando l’“io reale” è in armonia con l’“io ideale”.

“Quando abbandoniamo le maschere, scopriamo il nostro vero volto.”On Becoming a Person, 1961

Ken Wilber – Trans-egoicità

Wilber propone una psicologia integrale: lo sviluppo del sé attraversa vari stadi, culminando nella coscienza transpersonale, dove l’ego non viene negato, ma trasceso e incluso.

🎓 Sezione III – L’Io nella filosofia contemporanea

Martin Heidegger – L’Essere oltre l’identità

Heidegger rifiuta l’“io” come punto fermo. Il suo Dasein (“esserci”) è apertura all’essere: l’identità autentica nasce non dal possesso di attributi, ma dalla possibilità di essere.

“Io non sono un oggetto tra gli oggetti. Io sono apertura.”Essere e Tempo, 1927

Questa visione dissolve l’“io moderno” costruito dalla metafisica occidentale, e apre a una ontologia esperienziale.

Michel Foucault – L’Io come costruzione storica

Per Foucault, il sé non è naturale ma prodotto dai discorsi, dal potere, dalle istituzioni. La soggettività è qualcosa che si forma, si disciplina e si controlla.

“L’uomo è un’invenzione recente, destinata a sparire come un volto tracciato sulla sabbia.”Le parole e le cose, 1966

In questa prospettiva, liberarsi dall’ego implica una critica radicale delle strutture sociali che lo modellano.

Krishnamurti – L’Io come separazione

Krishnamurti, pensatore anticonvenzionale, afferma che il sé è una divisione illusoria generata dalla mente. Solo l’osservazione silenziosa e non reattiva permette di vedere la verità.

“Il pensiero ha creato l’io, e questo stesso pensiero cerca di liberarsi dall’io.”La rivoluzione interiore, 1969

📚 Bibliografia (Parte II)

  • Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi, 1917
  • Carl Jung, Tipi psicologici, 1921
  • Carl Rogers, On Becoming a Person, 1961
  • Ken Wilber, Integral Psychology, 2000
  • Martin Heidegger, Essere e Tempo, 1927
  • Michel Foucault, Le parole e le cose, 1966
  • Jiddu Krishnamurti, La rivoluzione interiore, 1969
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