Sintesi poetica, contemplazione e il mistero che resta
🌬️ Sezione VII – Il suono del silenzio
Esiste un luogo — invisibile agli occhi, ma percepibile nel cuore — che non pensa, non reagisce, non ambisce. Non è l’ego. È uno spazio vuoto e fecondo da cui emerge la consapevolezza.
Le tradizioni spirituali lo hanno chiamato in modi diversi:
- Sunyata: il vuoto che contiene ogni forma (Buddhismo)
- Sat-chit-ananda: essere, coscienza, beatitudine (Vedanta)
- Logos del cuore: vibrazione silenziosa del divino (Cristianesimo)
- Tao: la via che non può essere nominata (Taoismo)
“Quando la mente tace, l’essere parla.” — Willigis Jäger
🌀 Sezione VIII – L’identità come soglia
L’ego è il nome che diamo alla nostra storia: un susseguirsi di ruoli, emozioni, paure e desideri. Ma tutte le grandi visioni spirituali ci hanno invitato a contemplare ciò che esiste prima della narrazione.
- L’io non è l’autore della coscienza, ma il suo effetto.
- L’identità non è un possesso, ma un movimento.
“L’uomo è come una finestra che si crede vetro, ma è spazio.” — Raimon Panikkar
L’individuo che si percepisce separato dal tutto cerca di affermarsi. Ma colui che si riconosce nel flusso della vita, smette di cercare… e comincia a essere.
🌅 Sezione IX – L’onda e il mare
L’ego è come l’onda: visibile, potente, temporanea. La consapevolezza è il mare: profondo, silenzioso, eterno.
- L’onda ha nome, direzione, storia.
- Il mare ha solo spazio.
Ogni volta che ci fermiamo nel pensiero, torniamo a essere l’onda. Ogni volta che osserviamo senza giudizio, torniamo al mare.
“Quando l’io svanisce, resta solo il fiume. E nel fiume, trova riposo la verità.” — Frammento apocrifo taoista
📚 Bibliografia (Parte IV)
- Ramana Maharshi, Chi sono io?
- Willigis Jäger, La via del silenzio, Servitium
- Raimon Panikkar, Mistero, pluralità, conoscenza
- Alan Watts, Il Tao della filosofia
- Rudolf Steiner, Il cammino dell’individualità
- Jon Kabat-Zinn, Vivere momento per momento


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