E’ vero: la meditazione può non fare per tutti. Ma dire che “non funziona” dopo averci provato due volte di fretta, con Spotify che ti spara pubblicità ogni cinque minuti… è come dire che non ti piace Breaking Bad dopo aver visto solo mezza puntata.
La verità è che la meditazione ha bisogno di tempo. Non tanto per diventare bravi—non c’è una classifica—ma per diventare onesti. Per accorgersi che sì, la mente corre. Che sì, è difficile restare fermi. E che proprio lì, in quel disagio, c’è qualcosa da ascoltare.
Ma ecco che entra in scena la scusa preferita del millennio: “Non ho tempo.”
La verità è che il tempo c’è, ma spesso si vergogna a farsi vedere.
Si nasconde nei momenti più impensati: – mentre aspetti che bolla l’acqua per la pasta, mentre sei seduto in bagno (sì, anche lì: respiri, esisti, ottimo punto di partenza), sotto la doccia..
Non si tratta di trasformarsi in monaci. Ma di non buttare via quei piccoli spazi in cui si può “tornare a casa” senza fare nulla di eroico.
Se non senti benefici dalla meditazione, non sei sbagliato. Magari non hai dato tempo al tempo. O magari stai ancora aspettando che la meditazione ti “calmi”, senza accettare che il primo passo è vedere quanto sei agitato.










